In Cabranes, Asturias, Atelier Poem has realized the Taller Agropoetico for Foresta Collective—a space that integrates agricultural practice with pedagogy.
Foresta is a collective operating between Germany and Spain, promoting education grounded in direct experience of nature. Through artistic residencies and workshops, they develop projects that engage artists, educators, and local communities in shared learning processes, weaving together creative practices, environmental sustainability, and territorial engagement.
The Taller Agropoetico responds to an agroforestry program involving the planting of over 1,000 trees across 5 hectares. The structure serves as a landmark within the emerging forest: a space where the community shares experiences and observes the landscape's transformation over time. The pedagogical dimension permeates the entire process: from the construction site to the educational workshop, where apprentices worked alongside local master carpenters, to the tree planting structured as a collaborative workshop involving the community, agronomists, and botanists.
The project addresses a dual functional requirement: it provides a flexible covered space for workshops and collective activities, while also offering storage for tools needed for planting and harvesting. This dual purpose manifests in an architecture that maintains close dialogue with the natural and rural landscape, serving as a bridge between pedagogy and territorial transformation. Built on the footprint of an old pajar (traditional barn), the project emerges from in-depth study of Asturian vernacular architecture, with particular attention to hórreos—small-scale rural structures dedicated to agricultural storage. Drawing from this constructive knowledge and Asturian folk imagery, the Taller Agropoetico translates the efficiency and durability of historic rural architecture into a minimalist, essential language.
The project demonstrates strong commitment to constructive economy: simple materials (timber, metal sheeting), essential geometry, and rational construction systems. Exploiting the natural slope of the terrain, the pavilion rises above ground level, protecting timber structures from moisture while allowing vegetation, microfauna, and natural soil cycles to continue undisturbed beneath the structure. The foundation, consisting of individual pile caps, minimizes ground impact while preserving soil permeability.
The main level functions as an open classroom. The interstitial space between the first pairs of columns houses storage racks for tools. The structure is completely permeable: the short sides open outward in a gesture of maximum visual continuity, while the rhythm of columns along the long sides articulates and fragments the territory, creating a sequence of "windows" that transform the pavilion into an observatory of the nascent forest. The large gable roof projects into the landscape, engaging directly with Asturian territorial morphologies. The generous overhang embraces both building levels and adjacent pathways, defining a threshold between architecture and nature.
The Taller Agropoetico represents the generative nucleus of an agroforestry system destined to expand over the years, following the rhythms of agricultural production and needs emerging from the forest's growth. It is a work that inhabits the territory with discretion and allows itself to be traversed—by wind, light, gazes, and people. An open shelter, an observatory without boundaries, a repository of knowledge as much as tools. Over time, it will become an integral part of the forest ecosystem it is helping to create, silent witness to an educational model centered on direct experience of nature and collective construction of knowledge.
A Cabranes, nelle Asturie, Atelier Poem ha realizzato per Foresta Collective il Taller Agropoetico, uno spazio che unisce pratica agricola e didattica.
Foresta è un collettivo che opera tra Germania e Spagna, proponendo un'educazione basata sull'esperienza diretta della natura. Attraverso residenze artistiche e workshop, sviluppano progetti che coinvolgono artisti, educatori e comunità locali in processi di apprendimento condiviso, intrecciando pratiche creative, sostenibilità ambientale e territorio.
Il Taller Agropoetico nasce in risposta a un programma di agroforestazione che prevede la piantumazione di oltre 1000 alberi in 5 ettari di terreno. L'opera costituisce un punto di riferimento nella foresta in divenire: uno spazio dove la comunità condivide esperienze e osserva la trasformazione del paesaggio nel tempo.
Il progetto risponde a una duplice esigenza funzionale: da un lato crea uno spazio coperto flessibile per ospitare workshop e attività collettive; dall'altro fornisce un deposito per gli strumenti necessari alla piantumazione e alla raccolta. Questa doppia vocazione si traduce in un'architettura che mantiene uno stretto dialogo con il paesaggio naturale e rurale, fungendo da ponte tra pedagogia e trasformazione territoriale.
Sorto sul sedime di un vecchio pajar, il progetto nasce da uno studio approfondito dell'architettura vernacolare asturiana, con particolare attenzione agli hórreos, costruzioni rurali di piccole dimensioni dedicate allo stoccaggio di prodotti agricoli. Attingendo da questo sapere costruttivo e dall'immaginario del folklore asturiano, il Taller Agropoetico traduce l'efficienza e la durabilità delle architetture rurali storiche in un linguaggio minimalista ed essenziale.
Il progetto presta una forte attenzione all'economia costruttiva: materiali semplici (legno e lamiera), geometria essenziale, sistema costruttivo razionale. Sfruttando il dislivello naturale del terreno, il padiglione si solleva dal suolo proteggendo le strutture in legno dall'umidità e, allo stesso tempo, permettendo alla vegetazione, alla microfauna e ai cicli naturali del suolo di continuare indisturbati anche al di sotto della struttura. La fondazione, costituita da plinti puntuali, è pensata per ridurre al minimo l’impronta sul terreno preservandone la permeabilità.
Il piano principale si configura come aula libera. Lo spazio interstiziale tra le prime coppie di pilastri ospita delle armadiature destinate al deposito degli attrezzi. L'opera è totalmente permeabile: i lati corti si aprono verso l'esterno in un gesto di massima continuità visiva, mentre la ritmica dei pilastri sui lati lunghi scandisce e frammenta il territorio, creando una sequenza di "finestre" che trasformano il padiglione in un vero e proprio osservatorio della foresta nascente. La grande copertura a due falde si proietta nel paesaggio, dialogando direttamente con le morfologie del territorio asturiano. L’ampio aggetto abbraccia i due livelli dell'edificio e i percorsi adiacenti, definendo una soglia tra architettura e natura.
Il Taller Agropoetico rappresenta il nucleo generatore di un sistema agroforestale destinato a espandersi negli anni, seguendo i ritmi della produzione agricola e le esigenze che emergeranno dalla crescita della foresta. È un'opera che abita con discrezione il territorio e si lascia attraversare – dal vento, dalla luce, dagli sguardi, dalle persone. Rifugio aperto, osservatorio senza confini, deposito di saperi tanto quanto di strumenti. Nel tempo diventerà parte integrante dell'ecosistema forestale che sta contribuendo a far nascere, testimone silenzioso di un modello educativo che mette al centro l'esperienza diretta della natura e la costruzione collettiva della conoscenza.
En Cabranes, Asturias, Atelier Poem ha realizado para Foresta Collective el Taller Agropoetico, un espacio que une práctica agrícola y pedagogía.
Foresta es un colectivo que opera entre Alemania y España, proponiendo una educación basada en la experiencia directa de la naturaleza. A través de residencias artísticas y talleres, desarrollan proyectos que involucran a artistas, educadores y comunidades locales en procesos de aprendizaje compartido, entrelazando prácticas creativas, sostenibilidad ambiental y territorio.
El Taller Agropoetico nace como respuesta a un programa de agroforestación que prevé la plantación de más de 1000 árboles en 5 hectáreas de terreno. La obra constituye un punto de referencia en el bosque en formación: un espacio donde la comunidad comparte experiencias y observa la transformación del paisaje en el tiempo.
El proyecto responde a una doble exigencia funcional: por un lado, crea un espacio cubierto flexible para albergar talleres y actividades colectivas; por otro, proporciona un almacén para las herramientas necesarias para la plantación y la recolección. Esta doble vocación se traduce en una arquitectura que mantiene un estrecho diálogo con el paisaje natural y rural, funcionando como puente entre pedagogía y transformación territorial.
Levantado sobre el solar de un antiguo pajar, el proyecto nace de un estudio profundo de la arquitectura vernácula asturiana, con particular atención a los hórreos, construcciones rurales de pequeñas dimensiones dedicadas al almacenamiento de productos agrícolas. Bebiendo de este saber constructivo y del imaginario del folclore asturiano, el Taller Agropoetico traduce la eficiencia y durabilidad de las arquitecturas rurales históricas en un lenguaje minimalista y esencial.
El proyecto presta una fuerte atención a la economía constructiva: materiales simples (madera, chapa metálica), geometría esencial, sistema constructivo racional. Aprovechando el desnivel natural del terreno, el pabellón se eleva del suelo protegiendo las estructuras de madera de la humedad y, al mismo tiempo, permitiendo que la vegetación, la microfauna y los ciclos naturales del suelo continúen sin perturbaciones también bajo la estructura. La cimentación, constituida por zapatas puntuales, está pensada para reducir al mínimo la huella sobre el terreno preservando su permeabilidad.
La planta principal se configura como aula libre. El espacio intersticial entre los primeros pares de pilares alberga estanterías destinadas al depósito de herramientas. La obra es totalmente permeable: los lados cortos se abren hacia el exterior en un gesto de máxima continuidad visual, mientras que el ritmo de los pilares en los lados largos pauta y fragmenta el territorio, creando una secuencia de "ventanas" que transforman el pabellón en un verdadero observatorio del bosque naciente. La gran cubierta a dos aguas se proyecta en el paisaje, dialogando directamente con las morfologías del territorio asturiano. El amplio alero abraza los dos niveles del edificio y los recorridos adyacentes, definiendo un umbral entre arquitectura y naturaleza.
El Taller Agropoetico representa el núcleo generador de un sistema agroforestal destinado a expandirse en los años, siguiendo los ritmos de la producción agrícola y las necesidades que emergerán del crecimiento del bosque. Es una obra que habita con discreción el territorio y se deja atravesar – por el viento, la luz, las miradas, las personas. Refugio abierto, observatorio sin confines, depósito de saberes tanto como de herramientas. Con el tiempo se convertirá en parte integrante del ecosistema forestal que está contribuyendo a hacer nacer, testigo silencioso de un modelo educativo que pone en el centro la experiencia directa de la naturaleza y la construcción colectiva del conocimiento.
À Cabranes, dans les Asturies, Atelier Poem a réalisé pour le Foresta Collective le Taller Agropoetico, un espace qui conjugue pratique agricole et pédagogie.
Foresta est un collectif opérant entre l'Allemagne et l'Espagne, proposant une éducation fondée sur l'expérience directe de la nature. À travers des résidences artistiques et des ateliers, ils développent des projets impliquant artistes, éducateurs et communautés locales dans des processus d'apprentissage partagé, entrelaçant pratiques créatives, durabilité environnementale et territoire.
Le Taller Agropoetico naît en réponse à un programme d'agroforesterie prévoyant la plantation de plus de 1000 arbres sur 5 hectares. L'ouvrage constitue un point de repère dans la forêt en devenir : un espace où la communauté partage des expériences et observe la transformation du paysage dans le temps.
Le projet répond à une double exigence fonctionnelle : d'une part, créer un espace couvert flexible pour accueillir ateliers et activités collectives ; d'autre part, fournir un dépôt pour les outils nécessaires à la plantation et à la récolte. Cette double vocation se traduit par une architecture maintenant un dialogue étroit avec le paysage naturel et rural, servant de pont entre pédagogie et transformation territoriale.
Édifié sur l'emprise d'un ancien pajar, le projet naît d'une étude approfondie de l'architecture vernaculaire asturienne, avec une attention particulière aux hórreos, constructions rurales de petite dimension dédiées au stockage de produits agricoles. Puisant dans ce savoir constructif et l'imaginaire du folklore asturien, le Taller Agropoetico traduit l'efficacité et la durabilité des architectures rurales historiques dans un langage minimaliste et essentiel.
Le projet accorde une forte attention à l'économie constructive : matériaux simples (bois, tôle métallique), géométrie essentielle, système constructif rationnel. Exploitant le dénivelé naturel du terrain, le pavillon se soulève du sol, protégeant les structures en bois de l'humidité tout en permettant à la végétation, à la microfaune et aux cycles naturels du sol de se poursuivre sans perturbation sous la structure. La fondation, constituée de plots ponctuels, est conçue pour minimiser l'empreinte au sol en préservant sa perméabilité.
Le niveau principal se configure comme une salle libre. L'espace interstitiel entre les premières paires de poteaux accueille des armatures destinées au rangement des outils. L'ouvrage est totalement perméable : les côtés courts s'ouvrent vers l'extérieur dans un geste de continuité visuelle maximale, tandis que le rythme des poteaux sur les côtés longs scande et fragmente le territoire, créant une séquence de « fenêtres » qui transforment le pavillon en véritable observatoire de la forêt naissante. La grande toiture à deux pentes se projette dans le paysage, dialoguant directement avec les morphologies du territoire asturien. Le large débord embrasse les deux niveaux de l'édifice et les parcours adjacents, définissant un seuil entre architecture et nature.
Le Taller Agropoetico représente le noyau générateur d'un système agroforestier destiné à s'étendre au fil des années, suivant les rythmes de la production agricole et les besoins qui émergeront de la croissance de la forêt. C'est une œuvre qui habite le territoire avec discrétion et se laisse traverser – par le vent, la lumière, les regards, les personnes. Refuge ouvert, observatoire sans frontières, dépôt de savoirs autant que d'outils. Avec le temps, il deviendra partie intégrante de l'écosystème forestier qu'il contribue à faire naître, témoin silencieux d'un modèle éducatif plaçant au centre l'expérience directe de la nature et la construction collective de la connaissance.































